La data che conta non è quella dei lavori, ma quella della delibera
Quando si affronta il tema delle spese straordinarie condominio chi paga, la risposta non è scontata — e spesso sorprende acquirenti e venditori. Quando in un condominio si decide di affrontare un intervento straordinario — il rifacimento del tetto, la sostituzione dell’impianto dell’ascensore, il consolidamento delle fondazioni — l’assemblea dei condòmini si riunisce e vota una delibera. Da quel momento, la questione non riguarda più soltanto i mattoni e le impalcature: riguarda anche chi, legalmente, è tenuto a pagare.
Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 5598 del 7 aprile 2026, ha ribadito con chiarezza un principio che molti ignorano al momento di comprare o vendere un appartamento: l’obbligo di contribuire alle spese straordinarie sorge nel momento in cui l’assemblea approva i lavori, non quando i lavori vengono eseguiti e nemmeno quando arriva la richiesta di pagamento.
In altre parole, ciò che conta è chi era proprietario dell’appartamento il giorno in cui si è alzata la mano in assemblea.

Un esempio concreto per capire meglio
Immaginiamo questa situazione, tutt’altro che rara: il 15 gennaio 2026 l’assemblea delibera la ristrutturazione della facciata condominiale. Il sig. Rossi, che in quel momento possiede un appartamento nel palazzo, firma il preliminare di vendita a febbraio e trasferisce la proprietà al sig. Bianchi il 10 marzo 2026. I lavori iniziano ad aprile, le rate vengono richieste a partire da maggio.
Chi deve pagare le spese straordinarie? Secondo la sentenza del Tribunale di Napoli, il sig. Rossi — perché era lui il condòmino alla data della delibera del 15 gennaio. Il fatto che abbia già venduto l’appartamento non lo libera dall’obbligo nato in quell’assemblea.
Il sig. Bianchi, nuovo proprietario, potrebbe comunque essere chiamato a rispondere in via solidale dal condominio — che ha tutto l’interesse a recuperare le somme nel modo più rapido possibile — ma in quel caso avrà il diritto di rivalersi sul venditore per ottenere la restituzione di quanto pagato al suo posto.
Responsabilità solidale: cosa significa nella pratica
La responsabilità solidale significa che il condominio può rivolgersi indifferentemente al vecchio o al nuovo proprietario per riscuotere le somme dovute. Tuttavia, nei rapporti interni tra venditore e acquirente, vale il principio della delibera: chi era condòmino quel giorno risponde della spesa.
Perché questa regola esiste
Il principio non nasce dal nulla. Risponde a una logica precisa: la delibera assembleare è l’atto con cui la collettività condominiale si impegna a sostenere una spesa. Da quel momento, l’obbligo esiste ed è reale, anche se i lavori non sono ancora iniziati e i soldi non sono ancora stati versati. Chi era parte di quella collettività — cioè chi era condòmino in quel preciso momento — ha concorso a prendere quella decisione e ne risponde economicamente.
Posticipare l’obbligo alla data di esecuzione dei lavori o di pagamento delle fatture creerebbe un sistema facilmente aggirabile: basterebbe vendere l’appartamento prima che i cantieri aprano per sfuggire a ogni responsabilità. La giurisprudenza, con pronunce ripetute nel tempo e confermate anche da questa recente sentenza napoletana, ha scelto di ancorare il momento rilevante alla delibera.
Le conseguenze pratiche per chi compra o vende casa
Sapere chi paga le spese straordinarie in condominio dopo un cambio di proprietà è fondamentale sia per il venditore che per l’acquirente. Prima di firmare un rogito, è sempre consigliabile richiedere all’amministratore di condominio un’attestazione delle delibere approvate e delle spese straordinarie già votate ma non ancora saldate.
Cosa verificare prima del rogito
- Chiedere all’amministratore un estratto delle delibere assembleari degli ultimi 2 anni
- Verificare l’esistenza di fondi speciali per lavori straordinari già approvati
- Inserire nel contratto di compravendita una clausola specifica su chi si fa carico delle spese straordinarie deliberate prima della vendita
- Richiedere la situazione contabile del condominio aggiornata alla data del rogito
Domande frequenti sulle spese straordinarie in condominio
Chi paga le spese straordinarie condominio se l’appartamento viene venduto?
Le spese straordinarie spettano a chi era proprietario alla data in cui l’assemblea condominiale ha approvato la relativa delibera. Il nuovo proprietario potrebbe essere chiamato in solido dal condominio, ma ha diritto di rivalersi sul venditore.
Se la delibera è stata approvata prima della vendita, il vecchio proprietario è sempre responsabile?
Sì, secondo la giurisprudenza consolidata — ribadita dal Tribunale di Napoli nel 2026 — l’obbligo di pagare le spese straordinarie sorge alla data della delibera, indipendentemente da quando i lavori vengono eseguiti o le rate richieste.
È possibile accordarsi diversamente tra acquirente e venditore?
Sì, venditore e acquirente possono liberamente stabilire contrattualmente chi si fa carico delle spese straordinarie già deliberate. Tuttavia, questo accordo vale solo nei loro rapporti interni: il condominio resta libero di agire nei confronti di entrambi in solido.
Fonti consultate per questo articolo: Condominioweb · Altalex.

